Canoa & Kayak

la comunità virtuale dei canoisti italiani

fiume Pellino:Madonna del Sasso, Fraz. Artò, Alpe Lauger - Strada. Reg. Pella - Cesara


regione Piemonte (VB)

AVVERTENZA !!! Le informazioni ed i consigli forniti in questa guida, sono redatte da canoisti volontari ed in buona fede che possono commettere errori. Chi legge deve fare attenzione una volta in loco perchè i fiumi e le rapide cambiano, e qualche informazione può essere già superata nel momento in cui viene scritta. Gli amministratori e gli editori non possono essere ritenuti responsabili di eventuali perdite, danni o inconvenienti accaduti a persone e/o cose, come risultato delle informazioni e dei consigli contenuti nelle pagine di questa guida. Persone non esperte DEVONO farsi accompagnare da guide autorizzate.


Una piccola perla di carattere, che scorre in magnifici boschi di castagni, intervallando tratti con rapide e corrente veloce a golette con salti e scivoli.

  • aggiornato al
    2011-11-10
  • grado
    IVIV+(V)
  • distanza
    3 Km
  • tempo previsto
    3 Ore
  • pendenza
    80 m/Km
  • stelle WildWater
    4_stellaww.gif
  • portata
    10 mc/sec
  • stelle paesaggio
    5_stella.gif
  • temperatura acqua
    fresca
  • qualita' acqua
    ottima
  • periodo migliore
    autunno, inverno, primavera
  • livello
     
  • fiumi vicini
    Strona, Agogna, Pescone, Fiumetta, Sesia
  • imbarcazioni
    Kayak |

imbarco
Da S. Maurizio d'Opaglio salire verso Centonara, Artò e proseguire seguendo l'indicazione per la frazione Lauger.
Ci si imbarca in corrispondenza del ponticello sul torrente Lauger, affluente di dx del Pellino
GPS:  Lat.45° 48' 04.92" N  Long.8° 20' 40.77" E 
sbarco
Da S. Maurizio d'Opaglio seguite la strada verso Cesara e Omegna. Superato il ponte sul Pellino, procedete fino a quando trovate una piccola centrale elettrica sulla sinistra. Qui lasciate l'auto. Lo sbarco si fa in corrispondenza dello sbarramento della presa d'acqua della centralina, in riva sinistra, e si raggiunge l'auto in 10 minuti a piedi.
GPS:  Lat.45° 48' 17.56" N  Long.8° 22' 35.36" E 
mappa
 
assistenza da riva
sempre possibile.
attenzione
Poco dopo l'imbarco incontrate una passerella pedonale: attenzione! Salto pericoloso subito sotto!!
Possibili tronchi d'albero un po' ovunque.

siti web con foto
idrometro
Non esistono idrometri. Si fa solo quando gli altri torrenti sono imballati.

descrizione
Nasce sullo spartiacque tra la Valsesia ed il Cusio. Scorre pimpante in splendidi boschi di castagni, lontano da case e strade. Ogni tanto qualche breve goletta lo costringe a salti e scivoli, per poi riprendere il suo brioso corso verso il Lago d’Orta.
Le strade sono lontane, ma un sentiero di fianco alla riva lungo l’intero corso infonde sicurezza in caso di necessità.

Carattere continuo, acqua limpida, qualche tronco di traverso, soprattutto nella parte finale.
Ci si imbarca su un affluente del Pellino, il Lauger. Ma riserva già emozioni forti: un ponticello pedonale in legno preannuncia il primo passaggione da ispezionare: un saltone di 5 metri, un po’ troppo a fil di roccia sul lato sinistro, che finisce in una pozza con correntone controroccia. Rischio di urtare la roccia e di nicchia nel catino ricettivo. (Salto del Bat - WW5°). Trasbordo e sicura agevole.
Dopo Km c’è la confluenza col Pellino, poi una altro bel salto sui 3 metri. Va preso a sinistra, ma il fiume porta a destra.

Poco più avanti inizia una bella goletta, a circa metà trovate un altro salto sui 5 metri. L’imbocco è un po’ complicato, ma il salto va via bello diritto e sotto non c’è ritorno. Per il primo la sicura non è possibile. Il trasbordo sì, ma molto complicato. (Salto della retromarcia - WW 5)

La goletta si conclude con 2 scivoli in stile Gardaland, il primo sui 3 metri, il secondo più basso e meno ripido, divertenti ed innocui.
Nell’ultimo tratto il carattere del torrente e l’ambiente restano bellissimi, ma si cominciano a trovare un po’ di tronchi che obbligano a qualche trasbordo.
Allo sbarco si scende in riva sinistra, in corrispondenza di uno sbarramento con presa d’acqua, dove un comodo sentiero porta in 10 minuti alla strada asfaltata.

Una raccomandazione: per farlo ci vuole tanta acqua. Direi un’ottima opzione in zona Novara – VCO in caso di fiumi imballati in giro.



Credits:
- Scoperta ed esplorazioni: Alberto Bianchi
- Discesa in prima: Alberto Bianchi, Anselmo Braga, Stefano Caprile, Marco Ceriotti, Battista Baglione il 6/11/11

6/11/11 NOTA: volendo continuare si incontra un salto sugli 8 m appena dopo la presa d'acqua, stretto tra roccia, a seguire, nella goletta successiva, due salti non assicurabili, il secondo molto alto ed un terzo salto impraticabile dove è obbligatorio piazzare una corda a dx per trasbordare prima di scendere in canoa (sennò restate bloccati lì per il resto dei vostri giorni). Tutta la goletta è visibile da un sentiero in sponda dx, passata la gola altri 500 m e si raggiunge la strada.
 
Hanno contribuito a questo report:
stefano albe61turbigo 
 

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1- I fiumi vanno discesi con attrezzature e abbigliamento adatto al tipo di percorso affrontato.
2- Per discendere i fiumi bisogna frequentare dei corsi di canoa tenuti da personale qualificato.
3- I principianti durante le discese devono essere affiancati e consigliati da guide esperte.
4- Una discesa non si effettua mai in solitaria, il numero minimo dei partecipanti può variare a seconda della preparazione dei canoisti e delle difficoltà che si possono incontrare.