Imbarco ad Oleggio Castello, via Valle, sbarco ad Arona, in via Valle Vevera.
Lunghezza del percorso: 1,5 Km
Dislivello: 80 m
Caratteristiche: la prima metà del percorso si snoda nei boschi, difficoltà intorno al ww3°. Perchè il livello sia giusto per la gola, in questo tratto è necessario raschiare un po' il fondo. Se galleggiate bene, vuol dire che il livello per la gola è eccessivo. State attenti.
Dopo un po' passate attraverso un artificiale diroccato (navigabile) e sotto un acquedotto fatiscente.
Poi arrivate ad un fabbricone ancor più diroccato e fatiscente, sulla sinistra: ci siamo, vuol dire che inizia il divertimento. I passaggi che incontrate a questo punto sono:
INGRESSO GOLA:
1) soglia stretta e bassa, ma con un bel ritorno nella pozza sotto (NOTA gennaio 2011: questo primo passaggio è completamente ostruito da un enorme albero caduto e va trasbordato)
2) brutto artificiale in putrelle e lamiera, navigabile a sx, ma occhio all'intrico di rami che trovate all'estrema sinistra, appena sotto
3) toboga stretto con ritorno in fondo e finale controroccia dispettoso.
4) salto di ca 2m da effettuare a centro dx, con punta a sx. Occhio perchè all'estrema dx c'è un albero che non siamo riusciti a togliere, e a sx nicchia in catino ricettivo e un altro tronco presente.

I salti nr. 4 e 5
Dopo questo salto possibilità di approdo a dx, con sentiero a fianco di un piccolo canale artificiale, per visionare l'intera gola ed eventualmente trasbordare. Obbligatorio, se non l'avete già fatto, scendere con una corda in prossimità dell'8° salto (quello con la roccia davanti) e valutare bene se il livello consente il salto senza urtare la roccia, e l'eventuale presenza di rami sul salto o nel catino ricettivo.
SEZIONE CENTRALE DELLA GOLA:
5) salto di ca 2 m,da fare tutto a dx oppure a sx buffando bene.
Dopo questo salto c'è l'ultima possibilità di sbarcare e raggiungere il sentiero a dx. se andate avanti non c'è più modo di uscire dalla gola.
6) salto di circa 1.5 m, con nicchia a sx nel catino ricettivo. Si può fare centrale o a dx.
7) salto di circa 2 m, con corrente che spinge in nicchia a dx. Questo salto va tagliato a sx con estrema decisione.
Ora avete due morte buone sulla sx per fermarvi e tirare il fiato, perchè il passaggio che segue è quello più difficile.
8) Scivolo di ca 2m con successivo salto di 3m controroccia. Tra la base della cascata e la parete di roccia davanti avete solo ca 1 metro sulla dx, e 0 metri sulla sx. L'unico modo di farlo è imboccare lo scivolo a sx, e tagliare con decisione da sx a dx, seguendo un'onda con lo stesso andamento, e spiccando il salto a dx con punta completamente girata a destra. Utili le gomitiere, perchè il rischio di urtare la roccia col gomito e farsi male è concreto. Con acqua eccessiva il fronte della cascata si sposta in avanti fino a lambire la roccia ovunque. In queste condizioni, a nostro avviso, il passaggio è impraticabile. Per questo una ricognizione in questo punto prima della discesa è obbligatoria.
All'uscita del catino ricettivo c'è un lbero incastrato con groviglio di radici e rami sotto il pelo dell'acqua, che come ho personalmente potuto constatare, crea non poche difficoltà in caso di eskimo. Questo è l'unico passaggio che giudicherei di ww 5°. Purtroppo non è trasbordabile (se non saltando l'intera gola), e per il primo che scende neppure assicurabile.

Il salto nr.8 visto dalla goletta
TRE SALTI DEL PONTE ROMANO:
9) Appena prima di un ponte romano, soglia stretta, non più di 1m di altezza, ma con un bel ritorno nella pozza sotto. Buffare bene.
10) salto/scivolo da prendere a destra.
11) salto/scivolo da prendere a sinistra.

I 3 salti del ponte romano
Trovate poi un artificiale, visibile dalla strada dal punto di sbarco: IMPRATICABILE. Si trasborda a sx. Non tentate di saltare lo stesso, come ho fatto io: non c'è fondo, e si resta impuntati.
Quindi si passa sotto il ponte stradale e ci sono gli ultimi 3 salti:
TRE SALTI FINALI:
12) il primo è uno scivolo
13) segue un salto da fare in centro con punta a dx buffando bene. E poi, senza fermarsi, uno scivolo finale. Nella piccola pozza tra il salto e lo scivolo, si rischia di impuntarsi un po', se non si buffa bene nel salto.

I salti finali
A questo punto si sbarca e si raggiunge la strada risalendo la riva sx. Noi abbiamo provato a continuare fino alle porte della zona urbana di Arona, ma non vale assolutamente la pena. Fiume piatto e vegetazione fastidiosa. Molto meglio fermarsi qui.
Il creek è davvero divertente, purtroppo devo dirvi però che la qualità dell'acqua è mediocre. Dipende dai giorni. Normalmente è limpida, ma a volte i soliti furbi nei paesi a monte e nelle abitazioni a fianco del torrente scaricano in fiume. Ideale farla in piena calante.
Nella gola, ribadisco, non c'è possibilità di uscita, e neppure di trasbordo, e nei passaggi più complessi neppure di predisporre una sicura al primo che fa il passaggio. Occhio quindi.
Per visionare il fiume, risalire a piedi dal punto di sbarco, lungo la sponda dx (orografica), attraversando il cortile di una vecchia centralina elettrica in disuso. Il sentiero segue il vecchio canale della centralina, e consente di visionare tutti i passaggi.
Per avvicinarsi al passaggio nr.8 è necessario calare una corda dal sentiero e prestare la massima attenzione nel calarsi sul bordo della gola. Sconsiglio di farlo con terreno bagnato.